“La tendenza al narcisismo e al presenzialismo che caratterizza preadolescenti e adolescenti è diventato un fattore facilitante per il groomer nel costruire un legame pseudo affettivo con le vittime, anche usando un linguaggio fatto diemoticons, stickers, per creare una confidenza crescente, fino alle richieste esplicite di immagini sessuali, induzioni ad atti di autoerotismo e incontri reali”. È l’allarme della Polizia postale e delle Comunicazioni, di fronte ad un rischio che negli ultimi 10 anni si è ampliato.
Nel corso del 2023 sono state 3.444 le denunce presentata alla Postale per aggressioni online in danno di minorenni. “Anche le nuove piattaforme e le app di gioco online sono diventate un luogo virtuale non privo di rischi. Si pensi alla comunità virtuale costituita dai fruitori dei giochi online di grande richiamo, che consentono a milioni di minorenni di costruire crew di gioco, di comunicare in tempo reale con altre squadre, di sfidarsi in battaglie virtuali” segnalano gli specialisti in un articolo di Rinaldo Frignani su “Il Corriere della Sera”.
Nel 2023 ilCentro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia online (CNCPO) ha trattato 2.702 casi con 1.131 denunce e 108 arresti, con la visione di 28.355 siti, di cui 2.739 inseriti in black list e oscurati per contenuti pedopornografici. La Polizia postale ha seguito 353 casi di adescamento online con 239 episodi che hanno visto vittime sotto i 13 anni. Ce ne sono stati, pochi, anche sotto i 10 anni. Sull’adescamento di minori il 59% delle vittime aveva 14-16 anni, il 32% 10-12 anni e il 9% sotto i 10. Le estorsioni sessuali (sextortion) denunciate sono state 137 quasi tutte fra 14-17 anni. Venti casi tuttavia su ragazzini 10-13 anni. Quelli di cyberbullismo sono stati 291.
“Le principali forme di fragilità adolescenziale – spiegano ancora gli investigatori nell’articolo – trovano in rete modo di essere rappresentate, raccontate, e spesso amplificate da circuiti informali, ma fortemente attrattivi per i ragazzi, in cui si cerca di fare gruppo, di aiutarsi, di fare fronte comune, apparentemente in un’ottica di reciproco rafforzamento, in realtà opponendosi alle cure e alla guarigione”. Succede per gli spazi dedicati all’anoressia e bulimia nei quali si dichiara, talvolta con “fierezza”, la propria condizione, racconti di episodi personali, citazioni pseudo scientifiche a supporto del proprio stile alimentare.
Ci sono poi le “social challenge”, sfide e prove di coraggio, che sono state messe in connessione alla morte di alcuni giovani, in Italia e in altri paesi del mondo: ingestione di tabs di detersivo, il binge drinking (bere molto alcol in poco tempo sino a perdere il controllo), del knockout(colpire con un pugno uno sconosciuto senza motivo), del deodorant challenge (spruzzarsi il deodorante sino a produrre ustioni), la salt challenge (assumere grandi quantità di sale in tempi ristretti, col rischio di determinare squilibri a livello cerebrale e cardiaco), la fire challenge (cospargersi arti o parti del corpo con liquidi infiammabili, in prossimità di docce e rubinetti al fine di bloccare il fuoco in tempi brevi), ilrooftopping, una pratica che induce ad arrampicarsi su palazzi o strutture pericolanti per immortalarsi in pose pericolose.
Per contrastare i rischi online per i ragazzi, la Polizia postale ha varato una serie di progetti che con il ministero dell’Istruzione hanno coinvolto oltre 3 milioni e mezzo di studenti. Come se non bastasse all’orizzonte si affacciano altri rischi legati all’intelligenza artificiale. Dagli Usa arrivano le prime notizie sulla diffusione di truffe derivanti dalla possibilità di riprodurre efficacemente voci, immagini e video familiari: l’impossibilità di distinguere facilmente il reale dall’artefatto, potrebbe favorire la messa in atto da parte della vittima di comportamenti negativi per la propria persona come il versamento di denaro ad estranei.