Giugno 2009, una mattinata da incorniciare che tanti ricordano ancora: auditorium S.Ilario gremito di studenti, lui – Alex Zanardi, il “campione dell’impossibile”, pilota di Formula 1 sopravvissuto ad un terribile incidente in cui aveva perso le gambe, poi ugualmente corridore in Formula Kart e infine campione paralimpico di handbike – aveva incantato con le sue parole. Zanardi, scomparso la sera di giovedì dopo sei anni di sofferenze in seguito allo schianto contro un camion, nel 2020, mentre correva in una gara di handbike, era stato l’ospite d’onore del concorso di giornalismo “Tra sogni e realtà” organizzato dall’ufficio stampa de “La Ricerca” che, nelle sue dieci edizioni, ebbe un grande riscontro tra le scuole superiori. E che portò a Piacenza personaggi noti a livello nazionale nei rispettivi campi e che, questo l’intento dell’iniziativa, potevano offrire ai giovani spunti di riflessione e di coraggio, esempi di solidarietà, testimonianza di attenzione verso gli altri e della capacità di non arrendersi mai. Di seguito l’articolo sull’incontro, di Tiziana Pisati, che pubblicammo allora sulla rivista “La Ricerca”.
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“Cerca di capire che cosa vuoi fare. E una volta individuato il tuo obiettivo, insegui quel sogno con
tutto te stesso. Senza fretta, senza voler tutto e subito, perché altrimenti non arriverai mai da
nessuna parte”.
Detta da un corridore automobilistico questa massima rivolta ai giovani assume ancora più
consistenza. Se poi quel pilota è un campione al volante e nella vita, come Alex Zanardi, il discorso
si fa interessante e pieno di buoni consigli. Tant’è che ad ascoltare quell’inno alla vita, che è stata
la mattinata di mercoledì 3 giugno in Sant’Ilario con il famoso campione scampato alla morte in
quel tragico incidente di 8 anni fa in cui perse entrambe le gambe, erano in tanti, soprattutto
giovani, tutti studenti delle Superiori di città e provincia che l’associazione la Ricerca (con il
sostegno dell’assessorato alla cultura del Comune di Piacenza) ha coinvolto nella IV edizione del
concorso giornalistico “Tra sogni e realtà”. Un’occasione per misurarsi con la vita vista dalla parte
della sofferenza che riscatta e che fa volare ancora più in alto: così i giovani aspiranti-reporter, non
sono stati solo dei concorrenti chiamati dal tema del concorso giornalistico (“Normale sarai tu!
Viaggio nei mali dell’anima per superare paure e tabù”) ad intervistare alcuni utenti, volontari e
operatori di due strutture terapeutiche (la casa accoglienza per malati di aids Casa Don Venturini e
la comunità di doppia diagnosi per persone con problemi di dipendenza e di comorbilità psichiatrica
Emmaus) per guardare al di là della sofferenza che fa paura e capire – come tra l’altro hanno fatto e
come ha sottolineato il presidente dell’associazione la Ricerca don Giorgio Bosini – che proprio nei
momenti di maggior fragilità le nostre risorse di umanità possono raggiungere vette altissime. Sono
diventati un pubblico attento che ha avuto l’opportunità di dialogare direttamente con un grande
esempio di riscatto da una terribile sventura, e di amore per la vita: Alex Zanardi, disponibile,
simpatico, autoironico e concreto, di semplice e chiara comunicativa. I ragazzi e le ragazze lo hanno
sottoposto a tantissime domande su come ha vissuto questa esperienza straordinaria della
“rinascita”, su come fa ad essere sempre così positivo, carico, entusiasta.
Agli articoli con cui i ragazzi hanno partecipato al Premio giornalistico de La Ricerca “Tra sogni e
realtà” abbiamo dedicato questo numero speciale del nostro periodico, perché tutti meritevoli: tutti
hanno colto quel che sta al di là dell’apparenza di una malattia che fa paura come l’aids o di un
disturbo emarginante, come può diventare la comorbilità psichiatrica nella dipendenza da sostanze.
Invitati come veri e propri giornalisti ad una conferenza stampa presso le due strutture terapeutiche
“Don Venturini” e “Emmaus”, i concorrenti hanno potuto intervistare operatori, utenti, volontari
delle comunità. Ne è uscito quanto pubblichiamo nelle pagine che seguono.
Ricchi di questa esperienza, nel fatidico giorno della consegna dei premi ai vincitori del concorso,
studenti e studentesse sono “tornati al lavoro” per intervistare Alex Zanardi. Quale il segreto del suo
ben-essere? Era un po’ questo l’interrogativo che trapelava da tutte le domande che spaziavano dai
suoi successi in Formula Uno al suo impegno a favore degli altri che lo vede spesso in prima fila (e
da alcuni anni alla guida di una Fondazione speciale, Bimbingamba, per consentire, a chi non ha
possibilità economiche, di usufruire di quanto ha avuto egli stesso, cioè di arti artificiali in piena
efficienza), dai suoi sogni di ragazzo bravino a scuola – e burlone come è tuttora rimasto da
bolognese purosangue- (Perché i miei genitori mi appoggiavano nel mio sogno di fare il corridore,
però prendevano da me almeno il minimo sindacale scolastico) – alla sua forza di marito e padre che
adora la sua famiglia (Guardate che il bello della vita è questo: è condividere tante cose con tuo
figlio, con gli amici, bersi un buon bicchiere in compagnia, arrivare al cuore della gente….).
Lo Zanardi che ha saputo trasformare l’evento tragico della sua esistenza in chiave di volta per
apprezzare ancor più le piccole grandi cose di ogni giorno, è quello che ben rispecchia la filosofia
dell’associazione “la Ricerca” che da trent’anni è impegnata al fianco dei giovani e delle loro
famiglie non solo per far fronte alla conseguenze più drammatiche del disagio esistenziale, come la
dipendenza da sostanze e l’alcolismo, ma proprio per promuovere il ben-essere: crediamo nella vita
e nell’uomo – è il messaggio portato avanti con l’esempio concreto dall’associazione – lo
ribadiamo a gran voce., lavorando sempre anche su noi stessi per risolvere e superare frustrazioni,
rassegnazione, momenti di sconforto che sembrano minare e togliere energia. Sembra paradossale,
ma è proprio l’attraversare i percorsi della fragilità umana (malato terminale, anziano non
autosufficiente, giovani che hanno perso il senso del vivere), che ci fa mettere in ascolto e
condividere il dolore e la speranza di riscatto, trasformando così la “fragilità” in risorsa.
Da destra – nella foto di Prospero Cravedi – il sindaco Paolo Dosi, Alex Zanardi, il giornalista Gianluca Gasparini con cui il pilota ha scritto il libro-autobiografia “Però, Zanardi da Castel Maggiore”, il presidente de “La Ricerca” don Giorgio Bosini, Tiziana Pisati.