Sostegno dai servizi socioassistenziali, formazione, Informazioni su diritti e agevolazioni, oltre che supporto psicologico. I caregiver familiari, circa sette milioni in Italia, che assistono volontariamente e continuativamente un congiunto tornano alla carica perché il loro ruolo venga riconosciuto e tutelato. Al loro fianco, come riferisce “Il Corriere della Sera” in un articolo di Francesco Di Frischia, una coalizione di trenta associazioni.
In oltre la metà dei casi (55%), i caregiver assistono un genitore, per il 16% invece il partner. Assistenza di circa 6 ore al giorno, gestione della routine quotidiana, organizzazione di visite e terapie, disbrigo della burocrazia medica. Sono i dati dell’indagine “Il caregiver nelle malattie rare, oncologiche e croniche” realizzata, su un campione di oltre 300 caregiver, da Elma Research. Altri elementi emersi: carico fisico e psicologico (67%), operato “utile e gratificante” (71%), soddisfazione nello svolgere un compito che, seppur gravoso, rafforza il legame con il proprio caro. Ma anche aspetti critici: il tempo sottratto al partner e ai figli, al lavoro e a sé stessi, il dispendio di energie fisiche, mentali ed emotive, la mancanza di competenze sanitarie e nell’espletamento degli aspetti burocratici e organizzativi. L’articolo riporta che sul fronte delle richieste il 78% avrebbe bisogno di un’assidua assistenza domiciliare (34%) seguito dalla consegna dei farmaci a casa (34%) e da facilitazione del trasporto. L’informazione sul piano della tutela e dei diritti assistenziali e previdenziali del paziente, nonché sulle questioni pratiche inerenti la propria attività, è richiesta dal 56% dei caregiver, mentre il 46% sottolinea l’importanza di un supporto psicologico.
Tutto questo è stato tradotto in un documento di quattro punti rivolto alle istituzioni.
1) Riconoscere la figura del caregiver, promuovendo l’omogeneità legislativa tra tutte le Regioni, rafforzando le misure che possano conciliare il ruolo di caregiver con il lavoro e la famiglia, istituendo la Giornata nazionale del caregiver, introducendo incentivi fiscali, flessibilità sul lavoro, agevolazioni e contributi per l’assistenza.
2) Ampliare l’accesso ai servizi socioassistenziali, garantendo in modo omogeneo sul territorio nazionale una rete con servizi di accompagnamento, assistenza domiciliare al trattamento, consegna dispositivi e farmaci a domicilio e agevolando l’accesso ai servizi anche attraverso la digitalizzazione degli sportelli e dei touch point.
3) Promuovere la formazione e l’informazione, istituendo sportelli e info point dedicati ai caregiver nei differenti setting assistenziali – Asl, ospedali, studi dei medici di medicina generale – e attivare un portale web con informazioni sulle differenti patologie, che possa indirizzare i caregiver, realizzando corsi di formazione a distanza e manuali specifici.
4) Dare supporto ai bisogni emotivi, attraverso servizi di counselling e psicoterapia, centri di ascolto per caregiver e numeri dedicati per offrire supporto psicologico. Le richieste sono state presentate alle istituzioni durante l’evento nazionale e sono finalizzate ad attivare le azioni e gli interventi necessari al sostegno dei caregiver familiari.
Intanto il governo annuncia di essere al lavoro per presentare nelle prossime settimane una roadmap operativa e le disposizioni attuative per i caregiver contenute nella Riforma anziani, in cui si stabilisce che i servizi sociali, sociosanitari e sanitari territoriali, debbano coinvolgere attivamente il caregiver familiare nel progetto individualizzato della persona assistita, informandolo dei servizi e delle opportunità sul territorio.