Sera di venerdì 1 dicembre, Sala degli Arazzi, Collegio Alberoni: una serata speciale, umanità che scalda i cuori e non solo perché emozionata dal frizzante pianoforte di Pietro Galizzi: è come se tutte le persone che partecipano a questo evento – che nella Giornata mondiale di lotta all’aids, conclude le celebrazioni per i 30 anni di Casa Don Venturini – abbracciassero quanti nella casa accoglienza vivono e lottano quotidianamente contro pregiudizi e paure. C’è un messaggio che proprio loro, gli ospiti di Casa Don Venturini, avevano preparato, da condivivere con la gente, ve lo proponiamo”:
“Questa serata è’ per noi un’occasione per ricordare quanto sia un tema ancora all’ordine del giorno nella quotidianità, ma purtroppo “raffreddato” (meno caldo) dal punto di vista sociale. Sono ormai, fortunatamente, lontani quegli anni 80 in cui le morti per aids facevano parlare. L’allarmismo, amico stretto della paura, se da un lato aveva posto l’attenzione di tutti sul tema, dall’altro ha creato falsi miti e stereotipi, di cui ancora facciamo fatica a liberarci.
“Il problema adesso è che sembra diventata una “faccenda” lontana, non viene più percepita come argomento caldo e quindi si sta perdendo la curiosità e l’interesse ad informarsi. A distanza di anni, a mente lucida e con più strumenti, ne possiamo sapere di più. Ma ne abbiamo voglia, adesso che si è esaurito l’allarme? “L’AIDS se non lo conosci non puoi sapere cos’è. Quando scopri di essere sieropositivo cambia anche il tuo modo di vedere la faccenda. C’è un malessere ulteriore, parallelo a quello strettamente legato al virus, che è la paura che la gente percepisce.
Potremmo stare qui tutta la sera a raccontarvi i progressi della farmacologia, di come la qualità di vita della persona affetta da HIV o AIDS sia cambiata, di quali siano i comportamenti a rischio, e quali invece “responsabili”, di come non esistano “categorie” di persone che possano considerarsi “salve”. Ma quello che vogliamo provocare in voi è invece la curiosità. Vi lasciamo allora con una domanda, sperando che ne stimoli altre. “Siamo sicuri che l’HIV resti una cosa che non mi riguarda e possa toccare al massimo qualcun altro che non sono io?”.
Un grazie di cuore va ai musicisti che hanno resa magica la serata: con il pianista Pietro Galizzi, la cantante Michela Martelli (che vanta collaborazioni con Paolo Conte e Giorgio Gaslini), Stefano Solari al sax (che ha al suo attivo un album inciso con il Saxensemble), e Marco Dalsass al violoncello (cofondatotre dell’Ensemble “Heitor Villa ~ Lobos” e già primo violoncello dell’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia). Galizzi ha suonato in diverse formazioni, anche jazz e rock, con diversi musicisti, tra i quali Paola Turci, e tenuto concerti in location prestigiose, come il Blue Note e Palazzo Reale a Milano. Nel 2017 ha pubblicato il suo primo album di brani inediti, “Dentro La Sera”. E nel corso della serata del 1° dicembre, ha presentato il suo nuovo album di inediti, “Pazzo Di Te”.
IN ALLEGATO PAGINE DEDICATE ALL’EVENTO A CURA DEL QUOTIDIANO “LIBERTA'”