L’Aids non è un problema che ci siamo lasciati alle spalle se in Lombardia sono stati registrati oltre 300 casi in nove mesi. Erano stati 477 nel 2025, 451 nel 2024. Allargando lo sguardo all’Italia, dal 2022 al 2024 si passa da 2.164 a 2.379 nuovi contagi. I numeri sono riportati in un articolo di Sara Bettoni sul “Corriere della Sera”.
Dopo un fisiologico calo legato al covid, i casi sono tornati a salire dal 2021. I più colpiti sono i cittadini dai 30 ai 39 anni, seguiti dai 40enni e dai 50enni. L’incidenza è molto più alta tra gli uomini ele infezioni riguardano più gli eterosessualirispetto ai maschi che dichiarano di avere rapporti sessuali con altri maschi.
Sara Bettoni ricorda come il virus si trasmetta tramite rapporti sessuali non protetti o sangue infetto e come, se non trattata, l’infezione da Hiv indebolisca il sistema immunitario e possa evolvere nell’Aids conclamata. Però – sottolinea – chi scopre precocemente l’infezione e inizia a curarsi immediatamente hauna aspettativa di vita simile a chi non ha contratto l’infezionee una qualità di vita normale. E da alcuni anni in Italia è disponibile gratis la PrEP (Profilassi pre-esposizione), che permette, se assunta correttamente, a chi ha comportamenti a rischio di evitare di contrarre l’infezione.
Eppure, l’epidemia non si ferma. “E i casi sommersi sono più del 40%”, spiega nell’articolo Andrea Gori, direttore del dipartimento Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano e presidente di Anlaids Lombardia, l’associazione per la lotta all’Aids. Preoccupa anche il dato delle diagnosi tardive, cioè dei pazienti che scoprono l’infezione molti anni dopo il contagio, mettendo così a rischio altre persone. “Sono circa il 60% – afferma – e rappresentano il maggior ostacolo alla riduzione dei casi di nuove infezioni”.
Il fatto è che se nel mondo Lgbtqia+ i rischi legati ai rapporti sessuali occasionali sono più noti e li si previene ricorrendo per esempio alla PrEP, tra gli eterosessuali il problema è meno sentito. “Dobbiamo promuovere il più possibile il test per scoprire precocemente le infezioni – dice Gori -. Tutti quelli che hanno una sessualità attiva devono farlo. Non bisogna vergognarsi, si può comprare anche in farmacia». Bastano poche gocce di sangue o anche il test salivare. L’altra categoria molto esposta è quella dei sex workers, coloro che offrono o scambiano prestazioni sessuali. “Oggi fatichiamo a raggiungerli”.
Resiste anche, come osserva Sara Bettoni, lo stigma che rende difficile parlare della malattia. “A scuola si parla pochissimo di educazione alla sessualità, in famiglia è un tema difficile da trattare. Così i giovani ricavano quel che sanno dalla pornografia, che non li educa sul fronte della salute e dell’affettività”.
Per contrastare l’Hiv, sono in fase avanzata di sperimentazione i farmaci long-acting. In sostanza,una iniezione in grado di garantire una protezione che arriva fino a sei mesi. Una fiala però costa 18 mila euro negli Stati Uniti. Per la PrEP orale, invece, bastano 30 euro al mese.
Tutti questi temi sono stati affrontati Convivio, appuntamento giunto alla diciassettesima edizione, tenutosi alla Fabbrica del Vapore a Milano. Sostenuto da Franca Sozzani e nato nel 1992 da un’idea di Gianni Versace, insieme con Gianfranco Ferré, Giorgio Armani e Valentino Garavani, per raccogliere fondi a favore della lotta contro l’Hiv, è portato avanti da Anlaids e Francesca Ragazzi con Vogue Italia. Ha proposto anche unamostra mercato, stavolta dedicata alla casa e al design, dove i grandi brand della moda, ma non solo, hanno offerto prodotti di alta qualità al 50% del loro valore.