Fondazione La Ricerca non abbassa la guardia: facciamo rete intorno. Dalla prevenzione alle cure
Droga sdoganata? Incontriamo sempre più spesso consumatori anche nel mondo adulto, lavoratori, liberi professionisti, sportivi…Quel che avviene, a cui assistiamo dal nostro osservatorio dell’ascolto sul territorio (dalle scuole alle fabbriche alle realtà sportive…), lascia proprio presagire che stiamo andando verso la normalizzazione del consumo di sostanze stupefacenti. Quindi oggi più che mai tutti, ma proprio tutti (famiglie, scuola, imprese, realtà sportive, istituzioni, media…) siamo chiamati a farvi fronte comune. Anche perché c’è un filo sottile che accomuna tutte le sfaccettature del fenomeno delle dipendenze (dalla droga, ma anche da alcol, psicofarmaci, internet, giuoco d’azzardo…) ed è un disagio, che serpeggia fra i giovani e fra gli adulti, fatto di ansie, angosce, sfiducia nelle relazioni e nel futuro, solitudine se non autoisolamento, uno scombussolamento emotivo che spinge le persone più vulnerabili, o in un momento di fragilità, che sono sempre di più, ad auto-annullarsi impasticcandosi, ubriacandosi, stordendosi davanti ad una slot-machine con la vana illusione di chissà quali facili guadagni.
In occasione della Giornata mondiale di lotta all’uso e abuso di droghe, noi di Fondazione La Ricerca ci siamo ritrovati per fare il punto della situazione in cui operiamo, sempre certi e convinti che ogni persona che soffre ha diritto a non essere lasciata sola, e per questo ci impegnamo con sempre più determinazione a creare contesti che favoriscano l’incontro fra le persone, la costruzione di relazioni autentiche. Ne parlano due nostri esperti, Mauro Madama e Lucia Catino, nelle pagine dedicate al tema sul quotidiano Libertà di Piacenza: