“Siate consapevoli che le persone non sono eterne. Trattatele bene e con amore”. Sono parole di un ragazzino di 15 anni. Una sorta di testamento morale, come lo definisce Alfio Sciacca in un articolo su “Il Corriere della Sera”, lasciato prima di suicidarsi quasi tre anni fa. Quelle parole sono state incise su una stele messa nella piazzetta del suo paese. Incredibilmente nei giorni scorsi è stato compiuto un nuovo atto malvagio verso quest’adolescente che aveva vissuto “il tormento di sentirsi diverso dai suoi coetanei e per questo deriso ed emarginato”: la stele è stata sfregiata rinnovando il dolore dei genitori.
Sciacca ha parlato con il padre del giovane, chiedendogli anzitutto di ricordarlo. Com’era? ”Era intelligentissimo. Non aveva bisogno di studiare: il prof spiegava e lui ripeteva subito. Aveva conoscenze informatiche di livello universitario. Parlava benissimo l’inglese ed è arrivato in finale ai giochi matematici a Milano. Era molto avanti, ma questo lo faceva sentire indietro”. Al ragazzino era stato diagnosticato un deficit da attenzione e iperattività. “Si alzava spesso, aveva continui gesti d’affetto verso i compagni. La scuola, però, faceva fatica a gestirlo e gli insegnanti ci tormentavano, anche se era buono e sensibile” dice il padre, che ripercorre gli atti di bullismo che subiva. “Lo prendevano in giro al telefono, era stato escluso da una gita scolastica. Ma quanto soffrisse lo abbiamo scoperto solo dopo la sua morte” attraverso un messaggio alla migliore amica, anche se “aveva cominciato a scrivere i suoi sfoghi sin dal 2019”.
Il padre racconta che in famiglia non aveva mai detto nulla (“Come posso dire a mia madre che non voglio più rimanere in questo mondo?”) e si mostrava sempre allegro. Solo un segnale ai primi del 2022. “Dopo una brutta discussione sulla scuola è andato via da casa. Gli dicevamo: pazienza se perdi l’anno, importante che tu stia bene. Al contempo siamo andati da psicologo e psichiatra. Ma solo dopo il suicidio è venuto fuori il malessere che covava”. Prima – continua il padre – vaghezza su chi lo derideva, mai un nome. Lo fanno soffrire critiche sui social. “Hanno scritto: e i genitori dove erano? Ma ciò che è successo a noi può succedere a chiunque e puoi anche non accorgertene”.
Afferma che a scuola servirebbero più figure qualificate ed anche per questo è stata data vita l’associazione “Le Ali di Mattia”, un luogo “dove trattare bene e con amore i ragazzi, proprio come ci ha insegnato lui”.
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Un milione di studenti vittima di cyberbullismo: il dato più alto di sempre
Un milione di studenti tra i 15 e i 19 anni ha subito episodi di cyberbullismo, più della metà dei ragazzi sotto i 26 anni teme il revenge porn, ovvero la diffusione di foto o video intimi per vendetta. Sono alcuni dei dati che emergono in occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo.
Secondo lo studio Espad Italia 2024 del laboratorio di epidemiologia dell’istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa, sarebbero più di 1 milione di gli studenti tra i 15 e i 19 anni che hanno subito episodi di cyberbullismo nel corso del 2024. Il 32% dei ragazzi, circa 800 mila, avrebbe invece compiuto cyberbullismo. Sono i valori più alti di sempre per quanto riguarda il fenomeno del bullismo in rete.
E proprio a scuola si verificherebbe la maggior parte degli episodi di bullismo (il 64% del totale). Il 60% dei ragazzi afferma di aver subito offese e violenze verbali, il 26% aggressioni fisiche, poi il 22% di essere stato preso di mira per la sua etnia, l’orientamento sessuale, la religione o la disabilità. A questi si sommano i casi di catcalling, di molestie sessuali dal vivo e online fino al revenge porn. Il 76% dei ragazzi afferma di aver assistito a un episodio di bullismo e di questi poco meno della metà ha deciso di intervenire.
(Imago EconBullismo, cyberbullismo e violenze sono fenomeni che riguardano tutti i giovani, ma con alcune differenze tra maschi, femmine e persone non binarie che non si riconoscono quindi nella classica distinzione tra uomini e donne. Queste ultime, mostra ancora il rapporto di Terre des Hommes, sono più soggette ad aggressioni verbali e psicologiche, mentre non ci sono differenze tra maschi e femmine. Il catcalling si verifica maggiormente tra le ragazze (67% contro il 6% dei ragazzi), così come le molestie. Il bullismo colpisce soprattutto i maschi, con numeri particolarmente alti per gli under 14 (89% dei ragazzini). Online, mostra lo studio Espad, sia maschi che femmine ricorrono agli insulti in chat, i ragazzi scelgono anche minacce e insulti diretti sui social, le ragazze praticano di più l’esclusione da gruppi sul web.
Tra i giovani aumenta la consapevolezza dei rischi che si corrono sulla rete e il 58% degli under 26 ritiene che il pericolo maggiore sia quello del revenge porn. Ma preoccupano anche l’alienazione dalla vita reale (49%), le molestie (47%) e il cyberbullismo (46%), quest’ultimo particolarmente allarmante per i ragazzi sotto i 20 anni. È quanto emerge dall’indagine dell’Osservatorio indifesa realizzato da Terre des Hommes, insieme alla community di “Scomodo”, che ha coinvolto oltre 2.700 ragazzi e ragazze sotto i 26 anni ed è stato lanciato in vista del Safer Internet Day (11 febbraio). Il 70% degli intervistati vorrebbe una maggior regolamentazione per le attività in rete. La metà dei ragazzi intervistati (48%) dichiara di aver subito un episodio di violenza.