E’ un allarme che era stato lanciato da tempo. Anche a Piacenza, da medici ed esperti. Parliamo degli adolescenti con problemi neuropsichiatrici, i cui numeri sono aumentati in modo vertiginoso negli ultimi anni. Come attesta Elisabetta Andreis in un articolo su “Il Corriere della Sera”, dal 2021 sono cresciuti del 10 per cento con una drammatica impennata della complessità delle situazioni cliniche e delle urgenze, inclusi i comportamenti autolesionistici e suicidari.
E tanto per essere chiari il covid, come specifica Elisabetta Andreis, c’entra poco o nulla poiché “la situazione ormai in gran parte prescinde dalla pandemia e si collega piuttosto all’aumento delle richieste e alle falle di un sistema sanitario saturo che andrebbe potenziato”, visto che le liste d’attesa per aree delicate come l’autismo o i disturbi del linguaggio e dell’apprendimento, soltanto in apparenza meno urgenti, arrivano anche a due anni perché prima si deve “dare risposta tempestiva ai codici rossi e gialli psichiatrici aumentati in modo vertiginoso e con casi gravi persino a 12 o 13 anni”.
Tra le cause, la famiglia è meno nel mirino di una volta mentre sale la pressione sociale online e non solo. “Mi sento osservato e giudicato: basta che un conoscente mi parli male o scriva male di me sui social e vado in briciole” afferma nell’articolo un quindicenne.
Il sistema sanitario lombardo è tra i più avanzati e organizzati eppure è al collasso e ne consegue “la minore possibilità di diagnosi precoci e lo spostamento verso reparti non appropriati, come le Psichiatrie per adulti, e verso il settore privato accessibile solo ad alcuni”
Secondo uno studio di Fondazione Cariplo in Lombardia ci sono 253 mila giovani con salute mentale a rischio. Altri dati: uno su due non ha chiesto aiuto ai servizi del sistema sanitario pubblico (o non lo ha chiesto del tutto), i posti letto sono solo 130, meno di un terzo di quelli necessari, le terapie farmacologiche hanno fatto registrare un aumento del 75 per cento degli antidepressivi e del 60 per cento degli antipsicotici dopo la pandemia, utilizzo in netto rialzo quando l’Italia storicamente è uno dei paesi al mondo con minore prescrizione di psicofarmaci a minorenni.
In crisi sono soprattutto le ragazze che in questo momento rappresentano il 70 per cento dei codici rosso e giallo e nella maggioranza dei casi urgenti si aggiungono disturbi alimentari o abuso di sostanze, in particolare cannabis, spesso ritenuta l’auto-cura scelta dai ragazzi che ne sottovalutano i rischi sullo scompenso dell’umore e sui disturbi psichiatrici.