Oltre mille nuove droghe acquistabili online, dalla composizione e dagli effetti sconosciuti. Circa cento accessi al giorno nei pronto soccorso lombardi legati dovuti all’abuso di sostanze, con una media di 14 ricoveri. Questi i numeri, più che allarmanti – ancora una volta, visto che sono allarmi che si susseguono da tempo – contenuti in un articolo di Sara Bettoni su “Il Corriere della Sera”.
A per gennaio per fronteggiare la situazione è previsto l’avvio delle Esod (Equipe specializzate ospedaliere per le dipendenze) previste dalla legge 23 varata quasi cinque anni fa. Si tratta di squadre multidisciplinari che si occuperanno dei pazienti in gravi condizioni che hanno assunto sostanze sconosciute, i cui effetti sono quindi difficili da contrastare. Questo perché spesso quando arrivano in pronto soccorso i medici spesso non riescono a identificare il tipo di droga che ha provocato la crisi.
La sperimentazione dovrebbe partire dalla Maugeri di Pavia, per il Milanese vedrà collaborare gli ospedali Sacco, San Paolo e Niguarda. Per l’Ats della Brianza, invece, saranno coinvolte le strutture di Lecco e il San Gerardo di Monza e probabilmente i letti saranno allestiti all’ospedale di Merate. In tutto, specifica l’articolo de “Il Corriere”, saranno allestiti una ventina di posti ma l’obiettivo è che le strutture rientrino nella normale organizzazione ospedaliera.
Dicevamo dei numeri allarmanti. Il sistema, tra pubblico e privato sociale, si occupa di 46 mila pazienti, 13.500 dei quali dipendono dalla cocaina e 10.500 dall’alcol. Solo il 10 per cento dei pazienti ha meno di 25 anni, mentre il 47 per cento ha più di 45 anni. Pesa, su questi dati, il lungo tempo che intercorre tra l’inizio dell’uso delle sostanze e la richiesta di aiuto (dai sette ai dieci anni). Altra difficoltà, la carenza di personale, con 1.035 addetti.