Emergenza del traffico di droga, in particolare quella gestita dai clan albanesi e venduta tramite canali online. Il presidente FICT, Luciano Squillaci, sottolinea che lo spaccio e il traffico di sostanze, che negli ultimi sette anni ha avuto un’evoluzione incredibile, è diventato di una pericolosità enorme ed è un indicatore rilevante sia rispetto agli stili di consumo sia rispetto al mercato della droga. Pericolosità enorme soprattutto per i giovani che si avvicinano sempre di più anche alle droghe sintetiche.
La pandemia in modo particolare ha scatenato un’evoluzione di cui ancora oggi non abbiamo visto effettivamente i risultati finali, cioè da un lato nel periodo pandemico si è sviluppato in maniera esponenziale il mercato online attraverso i social e attraverso altri canali come il dark web. E dall’altro però questo nuovo mercato non ha sostituito le piazze fisiche. Tutto ciò dimostra una enorme varietà e la possibilità veramente di una scelta “stile supermercato”, ma soprattutto un’accessibilità alle sostanze che non c’è mai stata in passato. E c’è il fenomeno della droga consegnata a domicilio. Almeno precedentemente il rischio di andare nella piazza, dal pusher determinava comunque un minimo di timore anche nei giovanissimi. Oggi questa soglia è stata eliminata dall’online che consente di fatto di attendere qualunque genere di prodotti in un paio di click comodamente a casa o in ogni caso nei luoghi stabiliti per la consegna.
Sono aumentate in maniera esponenziale le tipologie di sostanze, basta cambiare una molecola sulle sostanze sintetiche e si ricava una nuova sostanza, più forte di quella precedente. Tant’è che ogni anno sono circa 110 le nuove sostanze e di fatto non si riesce a sgominare nemmeno quei luoghi fisici che purtroppo sono storici nel territorio, basta guardare quello che succede in alcuni luoghi tristemente noti a tutti quanti, da Rovereto a parco Lambro a Milano. Semplicemente perché è così che va il mercato: più aumenta la domanda e più molto naturalmente si trovano nuove metodologie per la cessione delle sostanze. Il mercato della droga non è difforme dal mercato di qualunque altro tipo di prodotto. La questione ovviamente è che, essendo estremamente pericolosa, è in mano a criminali senza scrupoli, a mercanti di morte.
Altra questione è che all’evoluzione del mercato non si accompagna certamente l’evoluzione del sistema, che si regola su una legge che è quella del 1990 scritta per gli eroinomani classici, quindi i servizi pubblici e privati, Sert e comunità terapeutiche, si trovano a dibattersi tra normative vecchie. È un fenomeno che corre al doppio della velocità e questo evidentemente fa i conti con la carenza assoluta di investimenti nell’area della prevenzione educativa, proprio quando l’emergenza giovani è la principale.
Il 14 novembre si riunirà un tavolo tecnico per tentare in qualche modo di costruire le basi per un per un effettivo cambio della normativa. È chiaro che le cose non si risolvono a colpi di legge, però è altrettanto chiaro che la norma e, soprattutto, gli investimenti ti danno quegli strumenti che sono imprescindibili per poter provare a contrastare un fenomeno che è in costante evoluzione.