CICLO E20 / Luigi Gazzola primo ospite del percorso culturale di Fondazione La Ricerca col libro “Piacenza e la presenza mafiosa tra passato e presente”
“Nel Piacentino il grosso della criminalità organizzata è rappresentato dal traffico di stupefacenti. Intercettazioni sugli spacciatori, compiute in un’indagine sul nostro territorio dal 5 novembre 2021 al 25 gennaio del ’22, quindi limitatamente a soli due mesi, hanno portato a identificare ben 211 acquirenti, tutte persone di ogni appartenenza, età e condizione che fanno uso di droghe, perché ormai si sa: il consumo di sostanze non è da ritenersi legato a situazioni di disagio”. Alla luce delle sue ricerche sulla presenza mafiosa in città e provincia – articoli di giornale, vicende giudiziarie, risultati di lavori della Commissione parlamentare e Relazioni della Direzione nazionale antimafia e della D.I.A – che lo hanno portato alla stesura del libro “Piacenza e la presenza mafiosa tra passato e presente”, Luigi Gazzola individua nelle 14 tipologie di mafia presente nel territorio piacentino “quelle piccole mafie di basso cabotaggio che fanno spaccio per conto della grande criminalità mafiosa, Mafia-spa (un giro d’affari che va dai 30 ai 40 miliardi)”. Tra le citate “la mafia albanese e quella nigeriana attive prevalentemente nel mondo della prostituzione, e quella senegalese per le merci contraffatte”.
“Un pugno nello stomaco” – La cifra, anzi le cifre, della situazione piacentina è emersa nell’incontro di presentazione del suo ultimo libro, la 15ma in un anno – “Un pugno nello stomaco per quanto fa emergere” ha rimarcato il presidente La Ricerca Enrico Corti con cui l’autore – cancelliere presso il Tribunale di Piacenza – ha dialogato in apertura del ciclo di percorsi culturali E20 che Fondazione La Ricerca organizza per offrire spunti di riflessione da condividere con il territorio.
Alcuni numeri – Un dato di fatto: “Da 20 anni c’è un’infiltrazione mafiosa sempre più massiccia nel Nord Italia. A Piacenza anche molti latitanti. Perché qui? Perché qui è molto più facile nascondersi e nel contempo si è vicini a centri strategici come Milano”.
Riciclaggio di denaro sporco – “Ad aver favorito il radicamento della criminalità organizzata è l’aver trovato un terreno fertile, lavorano sotto traccia, riciclano denaro sporco subentrando in attività lecite, acquistano imprese improduttive, alberghi, pasticcerie in difficoltà… ”. L’autore ha ricordato le tre grandi operazioni anti-mafia compiute in Emilia: Inchiesta Aemilia, Operazione Grande Drago e Operazione-Grimilde, lo scioglimento per mafia di numerosi Comuni. Ed elencato le confische compiute sul nostro territorio, queste ultime tra i chiari segnali di reazione anti-mafia che il territorio può dare.
“L’opinione pubblica nazionale – si legge nella prefazione al libro (edito nel 2024 da Parallelo45) curata dall’ex-sindaco di Palermo Leoluca Orlando – ha tardato a cogliere la dimensione sistemica antidemocratica della illegalità e a Piacenza, come in tante zone del nord del Paese, in tanti si ostinavano e ancora oggi si ostinano a non vedere, a non parlare, a non sentire”.