Aumento costante di violenze e abusi sessuali, stalking e maltrattamenti in famiglia che raggiungono picchi del 60%. Si stanno degradando i rapporti tra le persone, quantomeno quelli più problematici? L’interrogativo, posto da Giuseppe Guastella in un articolo sul “Corriere della Sera”, si aggancia
Ai datti dell’ultimo anno della Procura della Repubblica che in un’area con oltre 3,2 milioni di abitanti ha aperto 9.082 inchieste, 7.433 nei confronti di persone identificate e le restanti 1.649 su soggetti non identificati. Significa 25 nuovi fascicoli al giorno. Se bisogna considerare la maggiore emersione per la crescente propensione delle vittime a denunciare, l’attività di forze di polizia e il lavoro della Rete antiviolenza, va anche detto che nei cinque anni passati il numero delle inchieste sui “soggetti deboli” con indagati identificati è cresciuto dalle 5.998 del 2021-2022 alle 7.433 degli ultimi 12 mesi con un incremento che raggiunge il 23,9% dalla pandemia ad oggi. “Il lock down ha fatto da fertilizzante alle problematiche personali e psichiatriche assieme alle difficoltà economiche legate alla crisi mondiale”,dicono in Procura.
Le vittime – come rileva Guastella – sono in modo particolare donne e minorenni.Si va dai femminicidi a quelli che una volta erano gli “atti di libidine” che ora rientrano nella classificazione dei reati sessuali, passando per le inchieste connesse alla pedofilia, allo stalking e ai maltrattamenti in famiglia.
717 indagini per violenza sessuale hanno portato all’identificazione dei presunti responsabili mentre per altre 544 non è stato possibile arrivare a qualcuno. Un fenomeno sempre più diffuso è quello delle giovani abusate dopo che hanno assunto inconsapevolmente la droga dello stupro nelle discoteche o nei locali notturni. Il vero boom – continua l’articolo – però riguarda le violenze tra le mura domestiche, che sono balzate su base annua del 14% (oltre 3.100 a carico di noti) e addirittura del 60% nell’ultimo quinquennio. Gli atti persecutori e lo stalking sono decollati in dodici mesi del 20%, ma del 59% dal lockdown. Lesioni e percosse sono i reati “spia” che li accompagnano.
Per trovare una luce in fondo al tunnel – scrive Guastella – bisogna guardare alla riduzione del 12 % delle violazioni all’obbligo di allontanamento o al divieto di avvicinamento che vengono imposti ai responsabili, principalmente dovuta ai controlli più efficaci delle forze di polizia. Preoccupante anche un fenomeno che erroneamente può sembra marginale. È l’inosservanza dell’obbligo scolasticoper i minorenni che il decreto Caivano del 2023 intende contrastare con la minaccia della reclusione fino a due per i genitori: da 138 fascicoli in 12 mesi si è arrivati a 180. Attenzione: può nascondere storie di degrado familiare e bambini abusati.