L’ultima degenerazione della tecnologia, usata impropriamente, è la dipendenza da intelligenza artificiale. Lo riporta “Il Corriere della Sera” on line secondo quanto pubblicato per primo dal Gazzettino. Il caso è emerso all’Usl di Venezia, i cui vertici non parlano, dove una ventenne si sarebbe rivolta al Serd perché colpita da “dipendenza comportamentale” legata al ricorso all’Ai per trovare un’amica con cui vivere un contatto costante. Un “acuto” – lo definisce “Il Corriere della Sera” on line in mezzo a seimila pazienti, sei dei quali in cura per abuso di videogiochi e smartphone. Secondo la dottoressa Laura Suardi, primario del Serd, si tratta della punta dell’iceberg e non di un caso isolato, bensì di un fenomeno di isolamento sociale che colpisce giovani più fragili desiderosi di trovare sicurezze in “qualcuno” in grado di capirli.
E il “dialogo” – dice l’articolo – con un sistema di intelligenza artificiale in grado di cominciare a conoscere il soggetto dai dati che lui stesso inserisce consente di sentirsi dare le risposte volute. Secondo medici e psicologi invece l’AI “diventa un problema quando non la si sa gestire e la si trasforma in un punto di riferimento irrinunciabile”, degenerazione che diventa fondamentale prevenire. Insomma, famiglia e amici dovrebbero intercettare il disagio in tempo, ma non limitandosi a imporre limiti all’uso di pc, tablet e smartphone, bensì chiedendo aiuto a professionisti seri qualora emergessero comportamenti anomali.