Raccontare e raccontarsi fa bene e aiuta a relazionarsi con gli altri. Gli appuntamenti di novembre
Si è soli perché ci siamo autoesclusi, ma si può essere soli perché ci hanno isolati, perché si è interrotto il dialogo pure con noi stessi prima ancora che con il resto del mondo. Può capitare a chiunque. Capita sempre più spesso. Tanti finiscono per essere o, ancor peggio, per sentirsi soli, perché hanno perso le amicizie e gli affetti più cari, perché stanno attraversando un momento di crisi, perché faticano ad aprirsi e si chiudono in se stessi. Cercata, sofferta, causata, forzata, sentita fortemente anche se inseriti in un nucleo familiare, comunque la vivi la mancanza di relazioni umane autentiche crea sofferenza, più o meno celata. E mai come in questo tempo di “solitudine globale” emerge forte e chiaro quanto abbiamo bisogno di “esserci” per stare insieme agli altri, confrontarci, comunicare e condividere emozioni e pensieri anche (e soprattutto) nei momenti più difficili della nostra vita. Alla Fondazione La Ricerca ne hanno una riprova continua sia tra i giovani e i giovanissimi con cui si rapportano attraverso i tanti servizi e progetti di ascolto e aggregazione che promuovono, sia nei percorsi di auto-mutuo-aiuto offerti a genitori e famiglie del territorio. Ed è la ragione che ha spinto i suoi esperti dell’ascolto, educatori, counselor, psicologi, a organizzare più occasioni aggregative.
5 novembre “A partire da me” con Guagliardo – Trovare il proprio tempo, il proprio spazio, e cercare di condividere pensieri e riflessioni vincendo la difficoltà (e spesso anche il semplice timore) a parlare di sé, della propria vita. Il narratore siciliano Gero Guagliardo (nella foto) 37 anni, da tre trasferitosi a Piacenza da Milano, lo scorso 5 novembre ha offerto spunti in questo senso in un incontro aperto al pubblico nella sede La Ricerca, un’occasione per farsi avanti perché a chi fosse interessato è stata offerta l’opportunità di sperimentare “percorsi insieme” in appositi gruppi di parola. “Parlare con gli altri dei problemi della vita può farci sentire bene. Nell’ascolto e nella reciprocità vi sono risorse preziose che ci aiutano a rinnovare il nostro sguardo sulla vita”. Lo sostengono a ragion veduta alla luce dei risultati raggiunti dai gruppi di Auto-mutuo-aiuto La Ricerca, detti anche “Gruppi Ama”, offerti distintamente per persone che si prendono cura di un familiare non autosufficiente (i cosiddetti caregiver), per situazioni di lutto, o per problematiche relazionali o legate alla tossicodipendenza di un figlio.
“Open wor(l)d” di gruppo – La buona riuscita dello speed-date “Escape wor(l)d – Un luogo nascosto dove uscire allo scoperto” che 9 ottobre scorso ha fatto incontrare e comunicare per la prima volta una sessantina di giovanissimi, ha portato a grande richiesta ad allargare il tiro, coinvolgendo anche ventenni – dai 24 ai 30 anni – in un ciclo di sei incontri di gruppo (tra sconosciuti) il 7 e 21 novembre, il 5 e 19 dicembre, il 9 e 23 gennaio. Saranno confronti frontali, si svolgeranno la sera dalle 18,30 alle 20,30: “Ci troveremo nella sede sullo Stradone Farnese che abbiamo ribattezzato una stanza dove esplorare il tuo e altri mondi, dove appunto ognuno porta il proprio mondo stando appoggiato sulla stessa terra che è la Terra di tutti”. Prenotazioni entro lunedì 4 novembre telefonando a uno dei seguenti numeri: 348.4558796 o 340.8351851.
Dal 19 novembre laboratorio di scrittura emotiva – Raccontare e raccontarsi fa bene, e non solo da un punto di vista terapeutico, che è ormai assodato, ma anche relazionale. Ancor meglio se lo si fa scrivendo, perché la scrittura è un’occasione di incontro che ci porta ad aprirci agli altri consentendoci di tirar fuori i nostri pensieri e le emozioni più recondite con maggior libertà, maggior disinvoltura, più tempo per riflettere e comunicare. Parte da questi concetti-base una nuova iniziativa targata Fondazione La Ricerca ETS: un corso di “scrittura emotiva”. Un percorso per tutte le età – titolo “Con la tua voce con i miei occhi” – che si inserisce in altri innescati con successo in questi ultimi mesi (speed-date per giovanissimi, social-date per giovani e meno giovani, gruppi di parola…,) volti a favorire aggregazione e relazione. “Nessuna pretesa di tenere un laboratorio di tecnica per aspiranti scrittori – entra nei dettagli del format lo psicologo e psicoterapeuta Carlo Grassi, (nella foto con la psicologa responsabile dei Servizi ARCA-La Ricerca Lucia Catino) che fornirà gli input come facilitatore e guida degli incontri -. Qui scrivere diventa un pretesto per poter…giocare, sì: giocare, con le proprie storie, esplorando dentro noi stessi, dando voce alla parte dormiente che è in ciascuno di noi. Gli stimoli ci arrivano dal confronto che segue con la lettura reciproca”.
Sono previsti quattro incontri – di due ore ciascuno (dalle 18 alle 20), ogni quindici giorni, a partire da martedì 19 novembre nella sede La Ricerca di Stradone Farnese 96 – “e un tempo framezzo in cui rielaborare quanto ci siamo detti e produrre, scrivere, per poi insieme costruire storie. Non chiediamo di mettersi a nudo, semmai di fornire un contributo per riflettere insieme, di provare a scrivere dando spazio all’immaginazione, magari finendo poi per esprimere qualcosa di noi che ancora non sapevamo. I racconti devono essere di tutti, nei momenti della lettura e dei confronti potremo trovarci in accordo ma anche in disaccordo, e sarà proprio questo a spingerci a dialogare mettendo alla prova la nostra socialità e capacità relazionale”.
Per info e prenotazioni: 380.9008769 .