Il palloncino un tempo era un gioco infantile: il filo, le corse, i pianti o la gioia quando volava via. Ora vi viene collegata addirittura una droga, detta ovviamente “droga del palloncino”, cioè l’inalazione di gas esilarante che viene utilizzato anche per gonfiare appunto i palloncini. Federico Berni su “Il Corriere della Sera” riporta l’esperienza di una madre che, improvvisamente ha notato che il figlio era diventato intrattabile con “scatti di nervosismo, continuo bisogno di denaro, uscite di casa senza spiegazioni, subito dopo aver ricevuto una telefonata”. “E poi – dice – trovavo sempre bombolette metalliche nei giardini sotto casa”.
L’articolo osserva che si tratta di una pratica sempre più diffusa tra giovani e adolescenti, “tanto che a Limbiate, Comune in cui vive la donna, l’amministrazione ha deciso di vietarne la detenzionee l’utilizzo in tutte le aree pubbliche, in particolare nei giardini e nelle vicinanze delle scuole”, luoghi “dove le bombolette del propellente vengono trovate in grandi quantità”.
Il fenomeno è recente ma già diffuso specie in Francia, consente uno sballo facile con poca spesa (dai 40 ai 60 euro), di breve durata, provocando euforia. E il gas si trova facilmente e legalmente sul web o nei negozi dove vengono venduti i palloncini.
Il ragazzo di cui parla il “Corriere” ha iniziato un percorso psicologico e la sua esperienza è stata oggetto di un incontro pubblico con genitori ed esperti di dipendenze. Il protossido d’azoto è utilizzato legalmente in ambito medico come anestetico in combinazione con altri farmaci e nell’industria alimentare. L’assunzione avviene gonfiando un normale palloncino e inspirandone il gas. “Nessun effetto – dice l’articolo – collaterale visibile, né tracce nell’organismo ma l’elenco dei pericoli per la salute è facilmente reperibile nella Rete, in vari testi medici (effetti neurotossici, calo delle facoltà cognitive)”.