Sempre più dipendenti dai social network, pessimisti sulfuturo a causa delle guerre e dei cambiamenti climatici, scettici rispetto all’intelligenza artificiale. A tracciare un profilo degli adolescenti di oggi è l’indagine annuale sugli stili di vita degli adolescenti che vivono in Italia realizzata da Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca IARD su un campione nazionale rappresentativo di 3160 studenti (fascia di età 12-19 anni), con il patrocinio della Società Italiana di Pediatria e della Società Italiana di Ginecologia dell’infanzia e dell’adolescenza.
Commenta su “Il Corriere della Sera” Maurizio Tucci, presidente di Laboratorio Adolescenza: “Una sorta di bollettino di guerra. Il nostro lavoro purtroppo non indica soluzioni, ma è un termometro impietoso di una china pericolosa su cui, anno dopo anno, gli adolescenti, più o meno lentamente, stanno scivolando. Un’adolescenza culturalmente sempre più povera, che non si fida degli adulti e cresce con modelli di riferimento fasulli. Le generazioni precedenti ci hanno lasciato un mondo imperfetto, altrettanto pieno di orrori e di errori. Noi, se non riusciamo a cambiare velocemente passo, alle generazioni future lasceremo solo briciole e polvere”.
Secondo l’indagine l’86,5% degli adolescenti (91% delle ragazze) posta foto e reel sui propri profili social e il 17,5% (21,3% delle ragazze) lo fa spesso. L’obiettivo di questa overdose di condivisione del proprio privato è la ricerca di follower che sono il termometro della propria “popolarità”, con la speranza, anche nel proprio piccolo, di poter diventare un influencer; e tanto basta.
«E intanto – commenta Loredana Petrone, psicologa e psicoterapeuta dell’Università di Chieti e componente del direttivo di Laboratorio Adolescenza – si imitano gli influencer già riconosciuti che, per intenderci, non sono quasi mai i nomi celebri alle cronache, considerati comunque irraggiungibili, ma altri adolescenti come loro che fanno bravate o riescono ad avere gratis da alcune aziende, in cambio di reel pubblicitari, qualche manciata di prodotti per la skin care o di capi di abbigliamento per un outfit alla moda”.
Meno del 20% dei giovani utenti dei social afferma di non aver mai imitato i propri influencer di riferimento nel modo di vestire, di pettinarsi, di atteggiarsi. L’80% (un po’ più le femmine che i maschi) lo fa in modo più o meno abitudinario e in percentuale crescente fino ai 17 anni, per poi avere una flessione dopo i 18 anni. Ma quali sono i “segreti” per avere molti follower? Se al primo posto c’è “riuscire a trovare un’idea vincente che renda i reel virali”, subito dopo la caratteristica fondamentale è “essere belle/belli” . Da qui il via all’utilizzo di tutti gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione per migliorare, fino qualche volta quasi a trasformare la propria immagine. Creando una dissociazione tra il sé reale e il sé esibito che contribuisce ad accrescere insicurezze e fragilità emotiva.