Paura e ansia per il futuro. Che cosa farò? Come vivrò? I giovani hanno risposto ad una ricerca di Save the Children denominata “Domani (Im)possibili” e comescriveMonica Ricci Sargentini su “Il Corriere della Sera” ne esce un quadro terribile. Le più pessimiste sono le ragazze di 15-16 anni che sebbene siano più brave a scuola dei coetanei e progettino di proseguire gli studi all’università (il 69,4%contro il 40,7% dei maschi), sono convinte (una su tre, il 29,4%) che non riusciranno a fare ciò che desiderano, a fronte del 24,3% dei ragazzi.
Il quadro si allarga alle condizioni delle famiglie, che getta un ulteriore ombra sul futuro dei giovani. In Italia vivono in condizioni di povertà più di 100mila ragazze e ragazzi tra i 15 e i 16 anni (9,4%), e oltre la metà (67,4%) teme di non uscirne contro il 25,9% che invece vive in contesti migliori. Più di uno su quattro pensa addirittura che non riuscirà a concludere la scuola. Come potrebbe essere diversamente se il 17,9% dei giovani con famiglie in difficoltà afferma che i genitori hanno difficoltà nel sostenere le spese per cibo, vestiti e bollette e l’11,6% ammette di non poter comprare un paio di scarpe nuove anche se ne ha bisogno. L’articolo de “Il Corriere” ripercorrendo la ricerca snocciola altri dati su cui riflettere e agire: il 23,9% di questi ragazzi inizia l’anno scolastico senza avere tutti i libri e il materiale necessario, il 24% ha problemi a partecipare alle gite scolastiche per mancanza di soldi, il 43,7% cerca comunque di risparmiare e, tra questi, il 18,6% ha un lavoro (uno su due ha meno di 16 anni), il futuro crea ansia (24,8%), sfiducia (5,8%) o paura (12,1%),mentre il 10,5% non ci pensa proprio. La ricerca contiene una parte, a cura della Caritas, sulle famiglie ed anche qui emerge un dato allarmante: quelle con bambini da 0 a 3 anni sono alle prese con l’incidenza più alta di povertà assoluta pari al 14,7% (a fronte del 9,7% della popolazione complessiva).
Il presidente di Save the Children, Claudio Tesauro, ha esortato il mondo della politica, dell’economia, della cultura e del terzo settore ad investire “nel più importante capitale che abbiamo: l’infanzia e i giovani”. La viceministra alle politiche sociali, Maria Teresa Bellucci, ha affermato che il governo ha stanziato 250 milioni di euro per l’infanzia utilizzando il programma europeo Child Guarantee. Il commissario europeo per l’economia, Paolo Gentiloni, intervenuto con un video ha osservato che il Pnrr e la Next Generation Ue sono due opportunità per costruire “una nuova stagione di politiche per i giovani e per l’infanzia che è fondamentale per invertire il declino di natalità, una questione Europea, globale, che in Italia è ancora più pronunciata”.