Dieci “Escape Wor(l)d” su dieci andati a segno nel giro di un anno: per ciascuno di questi meeting tra sconosciuti in cui (letteralmente) uscire alla scoperto (e a cellulari spenti) si è registrato il sold out, più di 600 le persone che hanno aderito e partecipando hanno avuto l’occasione di conoscere coetenai e coetanee con cui misurarsi, proprio nel senso di misurare se stessi nelle relazioni sociali. Favorire le relazioni fra le persone offrendo loro “uno spazio in cui sentirsi parte, un’occasione reale, concreta e condivisa per conoscersi, parlarsi, divertirsi, creare reti amicali” è l’obiettivo-guida di questi eventi ideati e organizzati dall’ArCa, Area consulenza e ascolto di Fondazione La Ricerca che ora ripropone il format in chiave estiva applicandolo ad un soggiorno-vacanze sulle nostre colline: un weekend – il 13 e 14 settembre – a Cassimoreno, alta Valnure.
Iscrizioni / C’è tempo sino alla fine di agosto – Sulla scorta del successo ottenuto con gli “escape” precedenti, la proposta – spiega l’educatrice referente, Elisa Vezzulli – prevede un’esperienza immersiva e guidata, ospitata in luoghi aggregativi non convenzionali, trasformati in spazi accoglienti, sensoriali e protetti. E’ rivolta a giovani adulti di età compresa fra i 25 e i 40 anni che hanno voglia di mettersi in gioco non accontentandosi della superficialità”. Nel ruolo di regista e coordinatrice affiancherà Vezzulli anche una seconda educatrice-La Ricerca, Maria Rizzi (per info è possibile contattarle ai cell 327.6274431 – 346.6847371, per iscriversi c’è tempo fino alla fine di agosto, è richiesta una somma a copertura delle spese). “Quello che osserviamo ogni giorno – spiegano alla luce dell’osservatorio degli sportelli dell’ascolto La Ricerca – è un profondo desiderio delle persone di incontrarsi davvero, di creare nuovi legami, spesso però manca il giusto contesto ed il giusto spazio in cui farlo in cui sai che troverai persone con i tuoi stessi desideri e bisogni”.
NELLA FOTO CON L’IDEATRICE DEL PROGETTO ESCAPE WOR(L)D LUCIA CATINO, PSICOLOGA, E ALTRE OPERATRICI LA RICERCA, LE EDUCATRICI CHE COORDINERANNO IL WEEKEND IN VALNURE ELISA VEZZULLI E MARIA RIZZI (PRIMA E SECONDA IN ALTO DA SINISTRA)
Il titolo Escape Wor(l)d nasce come provocazione consapevole: “In un tempo in cui la tendenza è spesso quella di fuggire dalle parole, dai legami e dai vissuti profondi, questo progetto propone un ribaltamento: non una via di fuga, ma un ritorno al mondo e alla parola come possibilità di incontro autentico. L’uso del gioco linguistico wor(l)d – che fonde “word” (parola) e “world” (mondo) – richiama l’idea che non si può abitare il mondo senza abitare anche le parole, e che uscire dall’isolamento relazionale richiede passaggi di verità, presenza e contatto. Escape Wor(l)d diventa così un invito a non evadere da sé e dall’altro, ma a stare dentro, con coraggio, anche nel disagio, per generare nuove narrazioni di sé e nuove possibilità relazionali”.
Contrasto all’isolamento – Dietro questo favorire il benessere psico-emotivo e relazionale delle persone c’è un intento più profondo di “contrastare il senso di isolamento esistenziale e il malessere non patologico, spesso silenzioso, che caratterizza molti giovani nella transizione all’età adulta. E per ultimo e non da ultimo: “rafforzare i legami tra giovani e contesti istituzionali o comunitari, promuovendo una rete di sostegno reale, accessibile e non giudicante, basata sulla condivisione, sull’esperienza diretta e sul valore dell’autenticità, al di fuori delle dinamiche digitali e performative”.
E’ nata anche un’associazione di universitari – Avviato nel 2024 il progetto Escape Wor(l)d si fonda su un approccio psico-educativo integrato, in cui – spiega Vezzulli – la relazione interpersonale è intesa come fattore di cambiamento e attivatore di processi trasformativi. Particolare attenzione è riservata alla dimensione corporea, all’imbarazzo come soglia dell’incontro autentico, e alla possibilità di vivere in sicurezza la propria verità emotiva. L’esperienza è accompagnata da ambientazioni multisensoriali, studiate per evocare uno spazio sicuro e stimolante, capace di favorire il piacere dello stare insieme, il gioco, la riflessione e il contatto emotivo”. Una rete amicale tra i partecipanti alle edizioni precedenti è stata la nascita dell’associazione di volontariato “Strason96” costituita da un gruppo di studenti universitari che si impegnano a raccogliere abiti vintage, donati al kg, e destinati ai mercatini di Le Moire a Porta San Lazzaro, ed esposti nell’ambito dei venerdì piacentini in piazza Plebiscito: il ricavato viene devoluto per le attività La Ricerca a sostegno dei giovani. “Diversi locali hanno apprezzato il nostro progetto e si sono offerti per ospitarci, da ultimo siamo stati invitati da Nicola Curtarelli, titolare di Circolo Arci Belleri, al festival musicale Tendenze di settembre. Ci saremo”.