Ancor prima di smettere di fumare e di evitare l’alcol, ma anche di mangiare frutta e verdura e di tenere sotto controllo la pressione arteriosa, l’Istituto Superiore di Sanità ha una raccomandazione principe per chiunque voglia migliorare davvero la propria salute psicofisica: “Uscire dalla dipendenza da smartphone”. Questo, infatti, il titolo del punto numero uno del decalogo pubblicato dall’ente presieduto da Rocco Bellantone per un nuovo anno all’insegna del benessere. “Oltre il 5% della popolazione mondiale soffre di dipendenze comportamentali o da sostanze, con un impatto grave su salute e relazioni – si legge –. Tra le dipendenze comportamentali, l’uso problematico dello smartphone colpisce oltre il 25% degli adolescenti, con effetti negativi su sonno, concentrazione e relazioni”.
Tra il dire e il fare – come recita il proverbio – c’è di mezzo il mare. Per questo l’Iss, tramite il Centro nazionale Dipendenze e Doping, ha ritenuto opportuno fornire anzitutto “un consiglio semplice e concreto”: quello di definire “una zona smartphone free” a casa, come la camera da letto o il tavolo da pranzo, per favorire momenti di qualità e disconnettersi gradualmente. Inizia con piccoli passi, ad esempio 30 minuti di pausa digitale al giorno, usando il tempo per altre attività che ti piacciono. L’obiettivo non è eliminare lo smartphone, ma imparare a gestirlo con consapevolezza”. Tra gli ultimi studi ad aver messo il fenomeno sotto la lente di ingrandimento, quello che in Spagna ha invitato il governo a considerare ufficialmente la dipendenza da telefonia mobile come un “problema di salute pubblica”.
“Sottoscrivo in toto le parole dell’Iss: come asseverato dalla letteratura scientifica, quella da smartphone è del tutto paragonabile ad altre forme di dipendenza e tra i suoi sintomi principali figurano problemi di concentrazione, disturbi del sonno e difficoltà nelle relazioni sociali – afferma al Corriere della Sera, di cui pubblichiamo questo articolo, la psichiatra e psicoterapeuta Tiziana Corteccioni –. Dico di più: essendo tali dispositivi costantemente a portata di mano, uscirne può risultare ancora più difficile. Anch’io ritengo perciò utile ritagliarsi spazi e tempi liberi dal cellulare. Sono contenta che se ne stia parlando sempre di più anche perché non passa giorno senza che nel mio studio veda ragazzi completamente assorbiti dallo schermo: ormai socializzano così, ma è inevitabile che sia un tipo di socializzazione molto superficiale”.
Nel seguente elenco puntato, l’elenco completo dei consigli che compongono il decalogo stilato dagli esperti dell’Iss: