Le prime scommesse di denaro si tentano già a 15 anni. Quattro adolescenti lombardi su dieci le hanno provate almeno una volta nella vita, quota che si dimezza tra le ragazze. Basta attendere due anni e la tendenza, almeno tra i maschi, cresce ulteriormente: il 51% dei 17enni rivela di aver puntato soldi sperando di vincere. Eppure il gioco d’azzardo è proibito ai minorenni.
Sara Bettoni, in un articolo su “Il Corriere della Sera”, sintetizza così i dati dello studio 2022 Hbsc (Health behaviour in school-aged children) condotto su un campione di 17 mila studenti lombardi e raccontano delle origini di un problema che secondo le stime in regione riguarda 60 mila cittadini. La mole di denaro mossa è impressionante: più 22% nel 2022, con un valore di 136 miliardi di euro salito a quasi 150 nel 2023. Una cifra pari all’89% della spesa alimentare e più della spesa sanitaria, come ricordava il sociologo Mauro Magatti.
“Il gioco punta sull’emozione di vincere o perdere, al di là del risultato — spiega nell’articolo Corrado Celata, responsabile della ricerca Hbsc per la Lombardia e direttore dell’Unità di promozione della salute della direzione generale Welfare della Regione —. Stimola il rilascio di sostanze che ‘soddisfano’ il cervello. E in un contesto poco eccitante, i ragazzi vanno alla continua ricerca di stimoli”.
Sara Bettoni intervista anche un giovane, trent’anni, che da dieci combatte contro la ludopatia. A 18 anni entrò in una sala giochi spinto dagli amici, giocò 20 euro ed entrò nella spirale distruttiva. Quei 20 euro sono diventati migliaia a sera, fino a perdere il senso del denaro. “Fissavo un tetto massimo ma non lo rispettavo mai. Finito il lavoro andavo direttamente alla sala Vlt, avevo completamente eliminato la vita sociale. Mai una pizza con la mia ragazza né un weekend via. Avevo perso interesse anche per il mio mestiere”.
La pandemia del 2020 impose uno stop che si verificò salvifico, tanto che pensò di essere guarito, ma quando le sale riaprirono tutto ricominciò come prima. “Sono uscito di casa la mattina dicendo: ‘Non andrò a giocare’. La sera invece l’ho fatto e ho vinto. Il giorno dopo ho perso migliaia di euro, la cifra più alta mai spesa. A quel punto ho deciso di chiedere aiuto allo Spazio Giò”. C’è voluto coraggio, con l’aiuto delle ha “tirato fuori i veri problemi, legati alla famiglia e al lavoro”, ha fatto una vacanza con la didanzata, ha ritrovato il piacere di una cena in compagnia ed è anche riuscito a comprare casa. “So che il problema potrebbe ripresentarsi, ma ora ho gli strumenti per affrontarlo”.