“Piacenza è, a tutti gli effetti, una provincia in crisi acuta da azzardo”. E’ il giudizio contenuto nella terza edizione di “Pane e Azzardo”, indagine che esamina in dettaglio quanto accade nella nostra Regione sul fronte dell’azzardo realizzata da CGIL, SPI, Federconsumatori e Auser dell’Emilia Romagna.
La provincia di Piacenza diventa prima in Regione per quanto ogni cittadino maggiorenne ha giocato nel 2024. Con 2.837 euro supera Bologna, anche se di appena 3 euro. I motivi di questo sorpasso? “L’azzardo online nel piacentino – spiega il report – cresce in misura nettamente superiore alla media regionale, +21% nel 2024. La città di Piacenza sale al terzo posto tra i capoluoghi per dimensioni del gioco online, mentre è prima nelle stime del gioco fisico. Otto Comuni piacentini hanno registrato una crescita dell’online superiore al 50% nel 2024: sono Rottofreno, Sarmato, Gragnano, Gossolengo, Vigolzone, Travo, Gropparello e Bobbio, che cresce del 146%, posizionandosi al quarto posto nella classifica dei comuni emiliano romagnoli per la raccolta online. Sarmato è tra gli otto Comuni della Regione oltre i 3.000 euro nell’online pro capite, non distante da Travo (2.760), Rottofreno (2.550), Castel San Giovanni e Pianello. Castelvetro Piacentino ha lo sgradito record di essere uno dei quattro Comuni in Regione che superano, nell’azzardo complessivo, i 6.000 euro pro capite”.
Dal rapporto emerge come nel 2024 in Emilia Romagna su sia superata la soglia dei 10 miliardi (10,2 miliardi complessivi). Superamento che è stato accompagnato da un sorpasso atteso ma non scontato: nella media italiana il gioco online è superiore a quello fisico già da anni, in Emilia Romagna lo è diventato nel 2024, raggiungendo il 51% della raccolta complessiva. Sale a 1,57 miliardi la perdita degli emiliano romagnoli in azzardo, una somma otto volte superiore allo sbilancio della Sanità pubblica regionale, che nel 2024 si è attestato sui 195 milioni. Da quest’anno il report, oltre a fornire analisi dettagliate per provincia, comune e distretto sociosanitario, offre anche un’analisi della enorme rete territoriale delle slot e degli altri apparecchi da azzardo, presenti nelle videolottery, sale Bingo, nei bar e nelle tabaccherie: sono ben 4.050 i luoghi dove è possibile spingere tasti, cercando fortuna.
Da CGIL, SPI, Federconsumatori, Auser arriva la richiesta forte alla politica, a tutti i livelli, “affinché la tutela della salute e della coesione sociale siano finalmente messe al centro e si inverta la rotta. E’ necessario ed urgente – affermano – da un lato mettere fine alla mancanza di trasparenza che ostacola la conoscenza del fenomeno, tornando a rendere disponibili dati sempre più censurati, dall’altro prendere posizione per scongiurare l’adozione di provvedimenti nazionali, dati per imminenti, che determinerebbero un forte arretramento nel contrasto all’azzardo, facendo carta straccia di leggi regionali avanzate nella regolamentazione dell’offerta come quella dell’Emilia Romagna”.