“Pronto consegna”. E la coca arriva a domicilio

Funziona come un “pronto consegna”. La telefonata, il centralinista che smista le chiamate in base alle zone, il “cavallino” che parte immediatamente e recapita le dosi di cocaina al prezzo di 30 euro l’una. Una macchina ben oliata. Redditizia e invisibile poiché ha quasi cancellato i pusher dalle strade di Milano. Risultato: i consumi sono aumentati ma in apparenza tutto va bene. Cesare Giuzzi ne parla sul “Corriere della Sera” dell’8 gennaio. Lo spaccio è nella rubrica dei cellulari e a tenerne le fila è la malavita calabrese e siciliana.

I clienti sono prevalentemente studenti e professionisti. L’organizzazione funziona come un’azienda. Quando il “distributore” cambia numero considerando il precedente bruciato, manda un sms alla sua rete: “Questo è il numero nuovo, l’altro lascialo stare”. Il telefono passa da uno all’altro, si presentano: “Mi ha dato il tuo numero….”. La cerchia si allarga con il passaparola, per i compratori più affezionati c’è a volte un omaggio (una dose ogni cinque acquistate) o uno sconticino.

Nel 2018 la sola polizia ha sequestrato a Milano 265 chili di cocaina, ma la quantità sarebbe solo il dieci per cento del totale. I consumatori non ritengono che li condizioni nel fisico e nella capacità di lavorare, anzi per loro è una sorta di “volano” per amicizie, affari e relazioni. Gli effetti, distruttivi, ci sono invece eccome. Siega Riccardo Gatti, direttore del Dipartimento area Dipendenze dell’Asst Santi Paolo e Carlo, nell’articolo di Giuzzi: “Il corpo va fuori giri, si alterano il sonno, la veglia e la percezione di sé. Si passa dall’eccitazione alla depressione. Le conseguenze sulla psiche sono enormi. Quelle sul fisico anche: rischi di infarto, aritmie cardiache, emorragie cerebrali. È una roulette russa, ad ogni assunzione il pericolo aumenta”.

Una volta la consegna a domicilio era limitata ad ambienti di un certo livello e d il giro era ristretto a gente fidata, oggi è su larga scala. La piazza è diventata virtuale. Ed è enorme. Si pensi che la rubrica di un cellulare con tutti i suoi clienti sarebbe stata ceduta da un gruppo ad un altro per l’incredibile cifra di 200mila euro. I “cavallini” addetti alle consegne sarebbero ragazzi che in caso di arresto vengono rimpiazzati facilmente e comunque se pizzicati con poche dosi rischiano poco e generalmente dopo pochi giorni sono fuori. Si spostano in auto o in motorino, ben vestiti ed educati si confondono nella massa dei giovani e a volte non c’è nemmeno lo scambio diretto droga-soldi perché la coca viene lasciata dietro a una cabina della luce o a una cassetta postale.

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