Sondaggio mondiale sulla droga. Risponderanno i consumatori

Non è una notizia che in Italia non si discuta l’argomento droghe, se non per fini elettorali e per lo più con logiche repressive. Creando così un circolo vizioso che alimenta la paura verso il tema senza concedere spazio alla conoscenza e alla condivisione dei problemi ad esso correlati. Addirittura a livello istituzionale vige totale disinteresse, tanto che la Conferenza nazionale sulle droghe, prevista per legge ogni tre anni dal decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, che il Presidente del Consiglio deve convocare ogni tre anni, per ragionare sulla diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope, con soggetti pubblici e privati che lavorano nel campo della prevenzione e della cura della tossicodipendenza, si è tenuta, l’ultima volta, a Trieste nel marzo 2009, da allora tutti i governi che si sono succeduti, sinistra, centro o destra che fosse, non hanno mai avuto l’esigenza di convocarne un’altra.

Nei dieci anni trascorsi gli operatori del settore, i professionisti dei servizi, i ricercatori, gli esponenti di associazioni e alcuni rappresentanti politici hanno più volte tentato di attrarre l’attenzione del Governo sul vuoto che si stava creando sulla materia, sulla necessità di rivedere la legislazione attuale e dare segnali organizzativi a problemi consequenziali come la carcerizzazione dei reati legati alla droga e il conseguente sovraffollamento delle carceri; ripetute sollecitazioni con interrogazioni e interpellanze parlamentari, nonché appelli pubblici e incontri istituzionali, eventi e infine, nel 2017 una diffida al Governo, sono caduti nel vuoto.

Vuoto in cui ora intende ragionare la Global Drug Survey, un’istituzione britannica indipendente costituita da una rete di esperti internazionali nel campo delle droghe, della salute, dell’epidemiologia e delle politiche pubbliche, che ha programmato per il 2020 l’inizio del più grande sondaggio sui consumi di sostanze psicotrope legali e illegali a livello mondiale. Quindi anche nel nostro Paese. Il target saranno direttamente i consumatori e si concentrerà su questioni che sono spesso ignorate dalle organizzazioni di ricerca tradizionali e dai centri finanziati dai governi.

Il metodo prevede l’utilizzo di una piattaforma online crittografata per condurre sondaggi anonimi e, per raggiungere il maggior numero possibile di consumatori, la collaborazione con i media e con le organizzazioni impegnate per la riduzione del danno e l’industria dell’intrattenimento. Tra queste anche il CNCA appoggia l’iniziativa in Italia. Negli ultimi 8 anni più di 750mila persone hanno partecipato ai sondaggi della GDS. Il sondaggio di quest’anno è stato tradotto in 18 lingue e coinvolge numerosi partner in oltre 30 Paesi.

L’obiettivo ufficiale dell’indagine è capire le nuove tendenze nel campo delle droghe chiedendo a chi fa uso di sostanze quantità e modalità di assunzione. I promotori della GDS ritengono che la conoscenza e l’esperienza delle persone che usano alcol e altre droghe, legali e illegali, possano essere utilizzate per promuovere politiche più adeguate a gestire il fenomeno dell’uso di sostanze. Obiettivo ufficioso è quello di riportare il consumo di sostanze e i suoi attori alla soglia dell’attenzione costruttiva, sottraendolo alla sfera del pericolo e della paura.

Testo tratto dal Portale del Gruppo Abele

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