FICT: anni di disimpegno educativo, questo è il risultato

Luciano Squillaci, presidente FICT:

“Ogni giorno, sempre di più, si leggono sui giornali fatti di cronaca con protagonisti i giovani e la droga. Articoli che mettono paura perché sembra che tutto non sia più gestibile. E spesso le cose sono proprio come sembrano. Dobbiamo capire che non esistono buoni e cattivi, ma azioni buone e azioni cattive. La droga è come un cancro dell’anima che ci fa perdere dentro un labirinto ed il ‘filo di Arianna’ è la creazione di una rete sociale di riferimento.

“I ragazzi delinquono per la droga, muoiono per il loro divertimento che è diventato dipendenza. I ragazzi si sparano per questo divertimento commettendo azioni che graveranno sulla loro stessa vita. Insegniamo ai giovani che il male si nasconde spesso dietro ad un piacere illusorio e ad un guadagno facile e che la vita è anche sacrificio e libertà di scegliere la cosa giusta.

“C’è una scarsa attenzione a questa piaga e rispondiamo ancora reagendo a fatti che potrebbero essere evitati ma dobbiamo lavorare su azioni preventive. Questo è il risultato di anni di disimpegno educativo: fino a quando ci preoccuperemo solo delle sostanze e non delle persone continueremo a registrare tragedie.

“L’’antidoto? Riconsegnare alla società il ruolo educante che ha perso… la cultura l’unico faro di speranza”.

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