“Combattere la cultura dello sballo con la conoscenza”

Più consumi, più morti. “E nella mente di molti di noi, e soprattutto nella mente di molti dei nostri politici, un progressivo sdoganamento culturale con l’accettazione, più o meno inconscia, dell’idea che una sostanza psicotropa possa essere assunta a scopo ricreativo”. Lo scrive Giulio Maira - uno dei massimi chirurghi italiani del cervello a livello internazionale, presidente della Fondazione ATENA Onlus da lui creata per favorire la ricerca e la divulgazione delle neuroscienze - in un editoriale pubblicato dal “Corriere della Sera” del 25 ottobre 2019.

Maira sottolinea come la tragedia delle droghe mieta vite da tanti anni ma anche come relazioni ufficiali ed il CeIS-don Picchi abbiano registrato un peggioramento della situazione. Quindi una battaglia persa? La risposta di Maira è un no netto “perché rinunciare a lottare sarebbe come abbandonare al loro destino i nostri figli e compromettere il futuro del nostro paese che non può che basarsi sulle capacità delle prossime generazioni”. Una battaglia che va combattuta con “le armi della conoscenza e della cultura” per contrastare l’equazione divertimento uguale sballo con cannabis, eroina e cocaina ma anche con alcolici, mix terribili o nuove droghe sintetiche di cui “che spappolano il fegato e stravolgono il cervello e il cuore”

“E’ un dovere di genitori, educatori, insegnanti – afferma l’editoriale - far sapere ai giovani quali siano le possibili conseguenze, anche gravi, che rischiano di portarsi dietro per tutta la vita perché si drogano o perché si ubriacano, o far sapere che con una sola pasticca di qualche sostanza presa in discoteca si può anche morire; e questo può servire a far capire, anche a uno solo di loro, che l’alcol e la droga non sono affatto un gioco o un divertimento”. Purtroppo, osserva, le attività scolastiche di prevenzione dell’uso delle droghe sono diminuite del 20%. La Fondazione Atena da parte sua ha incontrato decine di migliaia di ragazzi per spiegare, con dati scientifici, gli effetti devastanti delle droghe e che “non è necessario cercare paradisi artificiali o surrogati di realtà, perché ciò che è veramente straordinario è la normalità dei doni che la vita ci offre tutti i giorni”

“E’ necessario – conclude Maira - che anche chi legifera lo faccia attenendosi ai fatti. E i fatti, quando si parla di scienza, non sono modificabili. Riporto i dati pubblicati, nel 2014, da una delle più autorevoli riviste scientifiche al mondo, il New England Journal of Medicine, e ripresi nel 2018 dall’American Academy of Pediatrics: l’uso abituale di marijuana negli adolescenti provoca numerose gravi conseguenze dimostrate, tra cui riduzione della memoria, difficoltà nell’apprendimento, disturbi del coordinamento motorio, riduzione della capacità di reazione durante la guida, possibile dipendenza, aumento del rischio di disordini psichici fino alla schizofrenia, in particolare in persone fragili e con predisposizione . Un altro fatto da tener ben presente è che il cervello dei ragazzi matura intorno ai 21 anni, e che quindi qualunque sostanza psicotropa, prima di questa età, oltre ad avere effetti deleteri di per sé, altera il normale sviluppo cerebrale, compromettendo la vita futura dei nostri figli”.

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