“Abbiamo accettato che la droga possa essere assunta a scopo ricreativo”

“Per quanto riguarda la mia personale, e assai scarsa esperienza ciò che mi par di sapere intorno al fenomeno è il seguente fatto: la droga è sempre un surrogato. E precisamente un surrogato della cultura... la droga viene a riempire un vuoto causato appunto dal desiderio di morte e che è dunque un vuoto di cultura”. Il pensiero è di Pier Paolo Pasolini, era contenuto in un articolo del 1975, e lo riporta sullo stesso “Corriere della Sera” (dell’11 ottobre 2019), Antonio Polito ritenendo come diversi esperti che la “forte recrudescenza del consumo e delle morti per droga” dei nostri giorni rappresenti in un certo senso un ritorno agli anni ’70 quando l’eroina falciava vita e menti.

“Si tratta solo di una questione privata, di chi si droga e delle loro famiglie, o esiste invece un qualche nesso tra la cultura del Paese e questa rinnovata emergenza, e dunque sia una questione pubblica, culturale e sociale, e perciò in definitiva politica?” si chiede Polito, riallacciandosi alle considerazioni del capo della Polizia, Gabrielli, che in un convegno della Comunità di San Patrignano rilevando come l’età della droga si sia abbassata ha detto che “quasi il 98% delle persone che approdano al consumo di sostanze letali hanno iniziato da sostanze che si considerano quasi ludiche o di poco conto”. Ecco, continua Polito, il problema culturale: aver accettato l’idea che una sostanza psicotropa possa essere assunta a scopo “ricreativo”.

E ritorna al pensiero di Pasolini e sugli anni che analizzava, anni “in cui lo spazio (o vuoto) per la droga è enormemente aumentato”. E se ne dava una spiegazione che forse calza a pennello anche per la nostra epoca: “La caduta del prestigio irrelato di tutti i valori di una intera cultura non poteva non produrre una specie di mutazione antropologica, e non poteva non causare una crisi totale”.

Oggi, scrive Polito, “interrogarsi sul tessuto di valori che regge la società è diventato fuori moda, un esercizio senza alcun senso per chi aderisce a una idea di libertà individuale che confina con il relativismo etico, e dunque non vi scorge il trionfo di quel consumismo che tanto preoccupava Pasolini”. “Si discute perciò – continua - piuttosto di criminologia, come arrestare e sequestrare, e se liberalizzare danneggi o favorisca i trafficanti, accresca o riduca il traffico”. Osserva infine: “Diamo sempre più per scontato che l’istinto di fuga dal male di vivere richieda l’aiuto di una sostanza, il conforto di una dipendenza. Accettiamo che i nostri figli siano così immaturi da non reggere altrimenti il dolore dell’esistenza. Per questo abbiamo smesso di combattere la battaglia contro la droga”. Per questo – conclude riportando la denuncia del presidente dell’Associazione dei genitori antidroga – “anche le famiglie non sono più in prima fila, come fu negli anni Settanta e Ottanta, e sembrano diventate parte del sistema consumistico”.

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter

Prossimi Eventi

21 Ott 2019;
Lunedì Ottobre 21
Pratica sportiva e sostanze
26 Ott 2019;
Sabato Ottobre 26
Palazzo Inps apre le sue porte
09 Nov 2019;
Sabato Novembre 9
A Monticelli e a Castelbosco di Gragnano