Aspettative eccessive. E il ragazzo crolla

“Segmento a rischio”: così uno studio recentissimo definisce i ragazzi americani che studiano nelle migliori scuole del Paese, quelle che regalano le migliori opportunità e che sono un’icona di successo. Eppure i ragazzi che studiano in queste aule soffrono la pressione sociale, da parte dei genitori, degli insegnanti e degli allenatori. E molti di loro crollano sotto il peso di aspettative eccessive. Tanto da essere considerati a rischio come i figli di carcerati o di tossicodipendenti, i ragazzi provenienti da famiglie a basso reddito, traumatizzati e discriminati.

Riportando l’analisi dello studio, il “Corriere della Sera” del 30 settembre sottolinea come tra questi studenti si nasconda un disagio, spesso più che doppio rispetto ai ragazzi che frequentano le scuole normali. Che sfocia nella solitudine, addirittura, nella depressione strisciante e nell’abuso di sostanze stupefacenti. 

Il disagio può nascondersi laddove il giovane si sente identificato con i propri risultati scolastici. A questo si aggiunga che non sempre questi istituti attraggono i migliori talenti. Capita infatti che reclutino ragazzi o addirittura bambini le cui aspettative genitoriali sono elevate, ma che non hanno particolari ambizioni o propensioni. Vittime di proiezioni materne o paterne, che nulla però hanno a che fare con le loro personali inclinazioni. 

Spesso i danni di questa ansia da prestazione emergono già nella scuola elementare. Come sempre la differenza la fa la famiglia. La ricetta è far sentire il ragazzo amato, incondizionatamente. L’amore non deve dipendere dalla pagella, anche se è ovvio che il genitore sia felice di fronte a risultati brillanti. Proprio all'interno di uno degli atenei più competitivi è stato realizzato un progetto di sensibilizzazione verso gli studenti che mette al centro i valori e non i risultati, incoraggiando i genitori verso una giusta comunicazione che stia in guardia dai messaggi nascosti che spesso serpeggiano in certi moniti o incoraggiamenti. Una ricerca del 2017 pubblicata sul Journal of Youth and Adolescence fa luce proprio su questo aspetto, indagando le priorità dei genitori di un campione di 500 studenti della middle-school. Da una parte c’è il punteggio, a scuola, nello sport, persino nelle attività ricreative, dall’altra ci sono priorità che riguardano i valori: il fatto che il proprio figlio sia rispettoso, gentile, solidale. Bene, i figli di quelle madri e quei padri che mettevano in cima alla lista delle priorità dei valori, e non dei risultati, sono risultati essere i più sereni ed equilibrati.

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