"Entrare nelle scuole per parlare della pericolosità della cannabis"

“Legalizzare la cannabis, regolamentarla. Ma perché? Ci risiamo, il tema torna politicamente alla ribalta, più caldo e appassionato che mai”. Rosario Sorrentino interviene sul “Corriere della Sera” del 18 luglio 2019 su un problema che abbiamo affrontato più volte su queste pagine. Il suo articolo è intitolato “Il silenzio degli scienziati sul problema della cannabis”.

Scrive: “Neurologi, psichiatri, psicologi e chiunque abbia a cuore la questione: se ci siete battete due colpi, anzi tre. Si può, si deve fare di più uscendo allo scoperto, tutti insieme, dicendo chiaramente quello che la maggior parte di noi pensa, ma che non ha il coraggio di dire. E cioè, che siamo contrari! Quella sulla cannabis, «light» o meno, non è una battaglia ideologica, né politica, ma tutta scientifica e si gioca ancora una volta sul terreno della prevenzione, nell’interesse della collettività, mettendo al centro la salute, il futuro equilibrio mentale dei giovani. E non è poco.

“Non è più ammissibile, il nostro silenzio, oppure le tiepide prese di posizione, qua e là, verso un tema così cruciale. Molti di noi, forse un po’ intimiditi dal clima politico che si è creato nel Paese, temendo di andare controcorrente, non si esprimono o lo fanno con qualche mugugno, e solo in separata sede. Usciamo dalla nostra «torre d’avorio», e interveniamo pubblicamente, partecipando al dibattito in corso perché, come è già accaduto più recentemente coi vaccini, qualcuno risultati della ricerca non ha tenuto conto dei dati in possesso del mondo scientifico. Due realtà, quella politica e quella scientifica, che continuano a parlarsi poco e male, con la Scienza divenuta ormai la convitata di pietra, sacrificata ai calcoli politici del momento, pur di catturare nuovi consensi.

“Le più recenti ricerche, hanno confermato che la cannabis ad uso ricreativo-socializzante è nociva per il cervello e la salute dei giovani. Altra cosa è la «cannabis terapeutica», ma quella va prescritta dal medico e in casi ben selezionati. Facciamo un po’ di autocritica, molti uomini di scienza sono affetti da «individualismo cronico», ed evitano di farsi coinvolgere nelle discussioni e nei confronti più accesi, da chi intende ignorare i.

“E’ necessario entrare nelle scuole, organizzare dibattiti con la gente, affinché cresca la consapevolezza sulla pericolosità della cannabis, troppo spesso presentata come «leggera» e perciò innocua. E invece, è una droga a tutti gli effetti, capace soprattutto negli adolescenti, di spalancare le porte a disturbi neurologici e psichiatrici, spesso di difficile gestione terapeutica. Perché, si sa, a quell’età il cervello è particolarmente vulnerabile alle sostanze psicotrope, come alcol, tabacco e a qualunque altro tipo droga”.

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