Tagli all'accoglienza, cinque cooperative ricorrono al Tar

Cinque cooperative sociali della Lombardia hanno deciso di non partecipare ai nuovi bandi della Prefettura di Milano per l'accoglienza dei richiedenti asilo (il termine per presentarsi alla gara era il 12 marzo). E hanno anche depositato un ricorso al Tar del Lazio "per chiedere l’annullamento con sospensiva del nuovo bando perché non rispetta gli standard di qualità definiti dalla Carta della Buona Accoglienza, promossa da Confcooperative, Legacoop e poi sottoscritta nel 2016 a livello nazionale da ANCI e dal Ministero degli Interni - scrivono le cooperative in un comunicato stampa -, e perché non consente di sostenere e coprire i costi necessari per gestire il servizio pur con le ridotte prestazioni previste dal nuovo capitolato". Le cinque cooperative, da anni impegnate nell'accoglienza dei migranti, sono: Coop Lotta Contro l’Emarginazione Onlus, Diapason Cooperativa Sociale, Fuori Luoghi Onlus, Il Melograno Onlus, Passapartout Consorzio di Imprese Sociali.

Con i bandi della Prefettura di Milano sarà penalizzata soprattutto l'accoglienza diffusa (ossia negli appartamenti con piccoli gruppi di migranti), in cui sono specializzate le cooperative che hanno presentato ricorso al Tar. “L’accoglienza diffusa - spiega Paolo Cattaneo, presidente di CNCA Lombardia (di cui tre cooperative fanno parte) - non è solo una risposta operativa al diritto abitativo dei richiedenti asilo, ma è la nostra proposta politica e culturale al bisogno di percorsi di inclusione ed integrazione delle singole persone e delle comunità territoriali. Far saltare questa proposta con i ridicoli capitolati proposti dal Ministero e dalle Prefetture significa far saltare la possibilità di avere un Paese integrato nella sua dimensione sociale ed umana”.

"Il taglio delle rette previsto dai nuovi bandi che stanno uscendo in tutta Italia va a discapito delle professionalità degli operatori che lavorano nelle strutture dell’accoglienza diffusa e dei servizi di integrazione forniti agli ospiti - sottolinea Silvia Bartellini, presidente di Passepartout Consorzio di Imprese Sociali -. Queste organizzazioni lavorano da molti anni nell’accoglienza di persone in situazione di fragilità e quella dell’inclusione e dell’integrazione è la vera alternativa a un sistema di puro assistenzialismo che si allontana dalla cura e dall’attenzione verso la persona e a questo diciamo uniti fermamente no".

da Redattore Sociale             

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