Ceis, a Parma struttura per chi soffre di anoressia e bulimia

Il 15 marzo è la giornata del “Fiocchetto Lilla” da molti anni la data in cui le associazioni italiane che si occupano dei disturbi del comportamento alimentare (DCA) quali anoressia e bulimia si mobilitano per sensibilizzare la popolazione e le istituzioni su questa tematica.

La Fondazione CEIS onlus, che aderisce alla FICT (Federazione Italiana Comunità Terapeutiche) e al Coordinamento Nazionale Disturbi Alimentari, dal 2012 opera con una propria equipe sviluppando percorsi di accompagnamento integrati con i servizi pubblici finalizzati ad un recupero integrale della persona.

Al fine di potenziare e dare nuovo impulso a questa attività la Fondazione ha deciso di realizzare, completamente con fondi propri, una nuova struttura comunitaria nella città di Parma destinata a percorsi residenziali e semi residenziali per giovani affette da DCA, che sarà inaugurata venerdì 15 marzo, alle 11, in Strada Paullo 22.

I disturbi dell’alimentazione – anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata e disturbi dell’alimentazione non altrimenti specificati – sono uno dei problemi di salute più comuni nei giovani, soprattutto nelle ragazze, nel nostro paese come in tutti i Paesi occidentali. Un fenomeno in preoccupante crescita negli ultimi anni. I disturbi alimentari, nelle varie espressioni che li caratterizzano, rappresentano la patologia più diffusa nella società occidentale dell’ultimo ventennio. In Italia sono circa 2 milioni le persone che soffrono di problemi legati all'alimentazione; un fenomeno in rapido aumento con 8.500 nuovi casi all'anno.

Si assiste ad un’anticipazione dell’età d’esordio in età prepubere (bambini sui sette anni possono manifestare anoressia nervosa con un’incidenza significativa di maschi in questa giovane età) e ad un incremento dei casi ad esordio tardivo (su 1.000 donne italiane fra dodici e venticinque anni si stimano tre casi di anoressia nervosa, dieci casi di bulimia nervosa e settanta casi subclinici); in aumento anche i casi maschili adolescenziali (rappresentano un decimo di quelli femminili per l’anoressia nervosa).

Si tratta di patologie gravi, con un decorso prolungato, tendenza ala cronicizzazione nel 20-30 per cento dei casi ed un’alta morbilità con altri disturbi psichici, soprattutto disturbi dell’umore, d’ansia e disturbi da uso di sostanze.

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