UNA MADRE / Le prime sentinelle siamo noi genitori

Sono una madre che da anni conduce la lotta per la vita di un figlio caduto nella rete delle sostanze stupefacenti. Quando cinque anni fa ho saputo di questo problema non sapevo né cosa fosse, né cosa fare, avevo solo paura di qualcosa che sapevo essere dannoso per la vita di mio figlio, qualcosa che non avrei mai pensato potesse entrare nella nostra vita, invece c'è entrata sconvolgendo la nostra quotidianità. Quando ho iniziato il percorso alla “Ricerca” ero una persona spaventata, persa, carica di sensi di colpa, di rabbia e di vergogna. Ora sono una persona consapevole dei propri limiti umani che lotta apertamente con una migliore conoscenza della situazione che mio figlio sta vivendo e non mi sento più sola e piccola ad affrontare un problema tanto grande. Ho pensato di scrivere questa lettera per quei genitori che vivono nella paura o nel senso di vergogna o che più semplicemente sottovalutano certi segnali, dopo essermi resa conto del lavoro che le Forze dell'Ordine stanno conducendo proprio in prossimità delle scuole, proprio per salvaguardare i nostri ragazzi che ormai possono accedere con tanta facilità al mondo delle sostanze stupefacenti. Quando la scorsa estate abbiamo avuto un incontro alla “Ricerca” con il comandante dei Carabinieri col. Scattaretico ed il questore Arena, tra le molte cose che hanno detto, una mi aveva colpita in modo particolare: “Quando i vostri figli arrivano da noi è già tardi! Siete i primi voi che dovete accorgervi che i vostri figli hanno dei problemi e fare quello che è in vostro potere per aiutarli con ogni mezzo. Noi possiamo fare solo il nostro lavoro stando alle regole che la legge ci impone, non possiamo fare il lavoro che spetta ai genitori in prima linea e poi ad altre strutture adeguate”. Condivido come genitore e qui parlo anche a nome di altri genitori con cui mi sono confrontata partecipando ai gruppi di auto-mutuo-aiuto. Con il cuore in mano mi sento di dire ad ogni genitore di non sottovalutare i segnali di disagio che i figli mandano, tipo un nervosismo eccessivo, calo del rendimento scolastico, cambio di abitudini, solitudine, eccessi di rabbia o altri atteggiamenti che trovate strani o eccessivi. Non abbiate paura o vergogna a mettervi in contatto con il Sert o con l’associazione “La Ricerca”. Non è un problema da sottovalutare potrebbe essere una crisi esistenziale legata all’adolescenza, ma potrebbe essere un problema che come una pallina di neve rotolando diventa una valanga che investe tutta la famiglia. Il modo per arginare tale valanga c'è, ed è una nuova attenzione più consapevole. Auguro a tutti una serena vita di famiglia ma se dovesse venire a mancare la serenità non perdetevi, sappiate che ci sono persone pronte ad accogliervi con cui potervi confrontare apertamente per poter capire cosa stanno attraversando i vostri figli. Francesca

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