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"Oggi che cosa posso fare per rendere felice mia moglie?, mio marito?"

Il prof. Domenico Bellantoni ha tenuto una conferenza sulla solitudine nella coppia in un affollato salone dell'associazione "La Ricerca" (foto Luigi Rizzi)

“Quando vi svegliate al mattino chiedetevi: oggi che cosa posso fare per rendere felice mio marito?, mia moglie?”. “Non abbiate paura di chiedere, parlatevi, ascoltatevi, stupitevi vicendevolmente “Abbracciatevi più spesso, provate a farlo quando parlate, anche nel letto. Baciatevi, baciatevi di più. Ma sapete quante coppie fanno l’amore senza più baciarsi?”. Consigli pratici per la salvaguardia della coppia, per vivere fino in fondo la bellezza e la sfida quotidiana della vita coniugale. Consigli di cui c’è un infinito bisogno in questo momento storico di profonde crisi relazionali dentro e fuori la famiglia, in cui ci resta sempre meno tempo da dedicare a noi stessi e agli affetti che contano, in cui è facile “dimenticarsi” dando tutto per scontato anche l’amore che invece va coltivato e accudito giorno per giorno.

Ce lo ha ricordato con grande efficacia Domenico Bellantoni, esperto di problemi relazionali, molto seguito (e applaudito) dal pubblico che l’altra sera ha gremito il salone dell’associazione “La Ricerca” lasciandosi coinvolgere da tanti spunti di riflessione sul tema “Per non essere soli nella coppia: dall’indipendenza alla relazione”.

Presupposto di partenza dello psicologo partenopeo, psicoterapeuta e counselor, docente presso le Università Salesiana e La Sapienza di Roma: “Se non si è capaci di stare in piedi da soli saremo sempre schiavi in qualsiasi relazione affettiva e l’altro potrà farti sempre tutto ciò che vuole…tu in quel rapporto sarai sempre dipendente…”.

Bellantoni mette in guardia dalla vanità dell’attrazione fisica, così pure dal fascino della personalità, perché se ti innamori solo per queste ragioni è inevitabile poi che subentri la consuetudine e la noia e magari comincia a cercare qualcuno di più bello e di più intelligente. La scelta della persona amata deve muoversi su un piano più alto, spirituale: “Scelgo lui perché è lui, scelgo lei perché è lei nella sua unicità”. Quindi un’altra cosa che scontata non è affatto, lo dicono le statistiche su separazioni e divorzi: “Bisogna amare l’altro per quello che è, non per il progetto che io ho su di lui”.

E ancora: in ogni rapporto d’amore dobbiamo avere il coraggio di metterci a nudo, la libertà di “manifestarci per quello che siamo, altrimenti la coppia è fittizia, non è reale”. Cardini sono la fiducia e la reciprocità. Nel decalogo proiettato sullo schermo Bellantoni elenca azioni chiave: ascoltare, dialogare, protegger-si, raccontar-si, perdonar-si, chiedere, fidarsi, stupir-si, baciarsi, ridere di sé.

E una sottolineatura: “Dobbiamo avere il coraggio anche di chiedere cose che ci fanno piacere: se di dieci il partner non ne fa neanche una, allora è il momento di cominciare a chiedersi se c’è qualcosa che davvero non va”.

Ma soprattutto consiglio numero uno: non aspettarsi sempre che sia l’altro ad agire per il bene della coppia, agiamo noi per primi, facciamolo vivere questo amore che ci lega, facciamolo sentire al nostro amato alla nostra amata. E al pubblico attento come commiato un compito da svolgere a casa: “Al risveglio – mi raccomando – pensate a qualcosa di bello da fare per dare gioia a vostra moglie, a vostro marito”.

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